Disagio sociale

Per “disagio” in psicologia si considera una condizione psicologica legata soprattutto a percezioni soggettive di malessere, scaturite da difficoltà familiari, di relazione o scolastiche, all’interno del più generale malessere esistenziale connesso al processo di costruzione dell’identità personale.

Il disagio sociale consiste in varie forme di inadeguatezza dell’individuo rispetto al sistema sociale in cui vive, che lo portano ad esprimere uno stato di sofferenza o assenza di benessere. Le diverse forme di disagio sociale sono caratterizzate da declinazioni emotive differenti e da molteplici livelli di intensità che vengono percepiti in base alle proprie sfumature caratteriali, di personalità ed in funzione di particolari esperienze sociali e familiari avvenute nel corso della vita. Non tutte le forme di disagio sociale raggiungono livelli patologici rilevanti, spesso delineano semplicemente tratti di timidezza e vergogna più marcati in contesti sociali e relazionali.

L’Organizzazione Mondiale della sanità (O.M.S.) definisce la salute uno “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”.
In ambito psicologico la prevenzione primaria del disagio può essere perseguita attraverso interventi psicologici e psico-educativi di modifica dei comportamenti, degli atteggiamenti e delle rappresentazioni in grado di evitare o ridurre l’insorgenza di una patologia.
La prevenzione secondaria comprende, invece, tutti le azioni dirette alla diagnosi precoce di un disturbo. E’ molto importante perché rivolgersi ad uno specialista alle prime avvisaglie di una problematica di natura psicologica, permette in molti casi di arrestare l’insorgenza di una patologia vera e propria.
I programmi di prevenzione psicologica possono essere rivolti ai singoli individui, alle coppie, ai gruppi o alle comunità.