Defusing e debriefing

Questo servizio psicologico si occupa delle vittime di incidenti collettivi e di catastrofi ed in gran parte dei congiunti delle vittime nonché dei soccorritori di tali incidenti (Vigili del Fuoco, Croce Rossa, Protezione Civile Pronto Soccorso medico, militari in zone o operazioni rischiose, etc.).

Nell’ambito del nostro vivere quotidiano vi è una specie di coerenza che potremmo definire costante ma, allorché all’improvviso, in modo traumatico, tale “costante coerenza” viene interrotta, si può restare “sospesi” in una condizione di non comprensione che potrebbe andare poi ad appesantire se non handicappare la vita della vittima di tale trauma. In che modo? Attraverso uno stato di depressione o di vigilanza costante o di insonnia o di ansia, stati che potrebbero sfociare anche in abuso di alcool o di sostanze ansiolitiche o antidepressive; oltre al timore ricorrente – specie se la vittima si viene a “ritrovare” nell’ ambito delle condizioni di quell’evento – che esso possa ripetersi (es.: guidare l’auto in certe condizioni, oppure in treno, sostare in stazione ferroviaria o aeroportuale etc.).

Ecco quindi che il gruppo di intervento psicologico ha l’obiettivo di informare le vittime di tali eventi traumatici sulla eventualità che essi hanno di cadere in un PTSD (Post Traumatic Stress Desorder – stress post traumatico) e, se riconosciuto l’emergere di tali sintomi chiedere l’opportuna assistenza).

Il gruppo di intervento, che solitamente vede all’opera 2/3 psicologi per gruppi formati da 10/14 persone nell’ambito di un intervento chiamato debriefing, hanno il compito precipuo di “normalizzare” ed aiutare le singole persone del gruppo a comprendere l’evento disinnescando la tensione emotiva, il sorgere di crisi incontrollate verso coloro che eventualmente ritengono responsabile/i dell’evento quando non anche contro sé stessi per avere o non avere fatto una certa cosa.

L’evento va rivisto, riordinato, riorientato in modo corretto, compresa l’ira eventuale, così da ridurre l’impatto dell’evento ed aiutare le vittime del trauma a riprendersi ritornando ad una vita normale.

L’intervento di debriefing o CISD – Critical Incident Stress Debriefing – che ha in genere una durata di un’ora e mezza circa e si sviluppa secondo 6 fasi ben precise, non è una psicoterapia (che eventualmente si può suggerire a qualche membro del gruppo successivamente, per meglio favorire il pieno recupero alla persona) è piuttosto una tecnica che comunque riteniamo sia da somministrarsi da parte di personale specializzato, come gli psicologi.

Il debriefing, secondo gli schemi classici, dovrebbe essere applicato entro max 48 ore dopo l’evento e ciò per non lasciare che le persone esposte al trauma si sentano trascurate, abbandonate o senza una attenzione adeguata anche perché si potrebbe aggiungere un secondo trauma a quello di base.

E’ importante, a distanza di circa 7 giorni dal primo intervento di debriefing, ripetere con gli stessi membri del gruppo, un debriefing di follow-up per completare coerentemente l’esperienza vissuta e ristrutturarsi con l’aiuto appunto dei membri del gruppo originario.

Completiamo questo breve escursus di possibilità d’intervento d’emergenza tramite processo di aiuto, ricordando anche il “defusing”, sistema d’aiuto in 6 fasi da utilizzarsi, se le condizioni tecniche e sociali lo permettono, entro 2/4 ore max dall’evento, il cui compito sui membri del gruppo è quello precipuo di informare, rassicurare, sostenere, oltre ad attivare una specie di triage utile alla valutazione delle persone traumatizzate per orientare i bisognosi verso gli opportuni servizi clinici e/o sociali.